In memoria di Renato, tifoso della Pro Patria .
Ciao Renato, te ne sei andato in punta di piedi, senza clamori, inavvertitamente. Ci hai lasciati di stucco! Il vuoto affettivo, incolmabile. Ci mancano le tue prese di posizione, le schermaglie i contrappunti da TIFOSO VERO. La storia della ProPatria - ed anche mia - sulle tue spalle. Sofferte trasferte in pulmann che sapevano ancora di residuati bellici: li ricordi Renato, quei "Fiat26" che rano stati in dotazione alle forze armate? Bei tempi. A Genova, per esempio, al Valerio Bollini sequestrarono il bandierone biancoblu, fatto a mano, dipinto col cuore a prezzo di grandi o sacrifici. Rimanemmo stupiti ed attoniti ma seguitammo a tifare Pro Patria.
Sei andato dall'Ercolino Caimi ed hai gettato le basi per salvare la Pro Patria. Eravamo nel 1957. Sembrava una storia già scritta e invece era una storia nuova, entusiasmante. Sembrava di tornare al 1937, venti anni prima, quando il Cavalier Giovanni Calcaterra, di Sacconago, s'impegnò per rilanciare la Pro Patria, ormai sull'orlo del baratro, e la portò fino alla serie B. Calcaterra, personaggio unico, divenne, successivamente, quando al vertice della società c'era il mitico Peppino Cerana, responsabile del settore giovanile. Mi venne presentato in occasione della consegna delle madaglie per il successo nel campionato lombardo di categoria ragazzi:mi strinse la mano e disse: "sem Parenti" . La mia cara mamma mi spiegò con entusiasmo...
Sapevo, inoltre, che la mia adorata mamma fu tenuta a balia a Sacconago...
Un'affetto e un sentimento indimenticabile. Te l'avevo raccontato, caro Renato, nel corso di una delle ultime visite alla Sezione del Pro Patria Club di Sacconago. Mi aspettavi ad ogni fine settimana perchè sapevi che volevo consegnarti personalmente l'ultimo numero del "Magazine" uscito di fresco. " Ti béi un caicossa?" un saluto e via come sempre. Parole scarne, sentite, efficaci che mi ricambiavano dell'affetto verso Sacconago, la sua gente e la Pro Patria..
Ciao Renato, ci manchi, ci sei dentro.Nel ricordo.