La "borsa valori" di un tempo
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Il bestiame ha sempre costituito la base fondamentale di ogni azienda agricola, determinandone, con il numero dei capi esistenti, l'importanza, perché, il concime naturale fornito (STALLATICO ), era basilare per le colture insite negli aridi terreni bustesi.
Se il contadino non disponeva di soldi per comprarsi bestiame da stalla, non poteva averne per l'acquisto di concimi chimici. Raccontavano i "vecchi" che un tale povero curato di nome Bussčto, in occasione della benedizione dei campi, raccomandava " rüdu e letrina " per ottenere buon raccolto. Il Signore Iddio potrą tener lontano i temporali, ma quello che spetta all'uomo deve esser fatto dall'uomo. Se non si semina non si raccoglie; se non si appresta il concime il ricavato sarą misero, pur con clima propizio. La compra-vendita del bestiame assumeva notevole rilevanza agli effetti della buona gestione aziendale e caratteristica era la Fiera di San Giuseppe, tenuta in Prą San Michč, mercato di grandi affari. Le limitate dimensioni di non poche aziende agricole non permettevano il mantenimento di congrui capi di bestiame per tutto l'anno, per cui era pił agevole " avere qualche capo in pił " nei mesi estivi, perché era disponibile il "mangią da verdu". In primavera comperavano ed in autunno vendevano. Nei giorni di Fiera "gran burdelči". Osterie zeppe di contadini e sensali. I ragazzi custodivano le bestie al mercato. La valuta corrente era il marengo:10-15-20 per mucca, in ragione dell'etą e dei "bucą" di latte che giornalmente produceva. |
Le migliori venivano garantite per 20 bucą (circa 25 litri); all'incirca 1 marengo per bucą. Le mucche venivano date in prova per 8 giorni, prova consistente nel verificare se la produzione era soddisfacente e se la "spusa" (nuova bestia introdotta nella stalla) era pił o meno di bocca buona, se mangiava pertanto qualunque erba oppure si dimostrava schifiltosa. In caso contrario la mucca veniva restituita al venditore. Curiosi i preliminari di contratto. Un mediatore per parte e l'avvio prevedeva la comanda di "un litron" (doppio litro). Ma la procedura imposta dai mediatori che pregustavano una trattativa non semplice, faceva scattare la seconda comanda, che faceva sortire nulla di certo. Via pertanto alla comanda comprendente "una piccola" e poi pezzi di gorgonzola, inaffiati da "tazzi e tazzotti" di Trani. Il caos era completo e qualcuno cercava di svignarsela, fingendo nausea. Il mediatore lo prendeva al volo e lo riconduceva al tavolo. Urla, imprecazioni, strattoni, volava qualche bottone della giacca sino a quando capitava la "massča" (moglie del contadino). Invettive e complimenti. "Scią spłsa" e rientravano al tavolo dell'osteria. Altre comande e bevute, ulteriori dissensi e quando tutto sembrava non definirsi, all'improvviso, veniva pattuito il contratto, naturalmente al prezzo iniziale che ognuno, nonostante dissensi e dispute varie, si era ben prefissato in testa. All'imbrunire ognuno tornava alla magione con la bestia trascinata dal "sughettu" (corda) al collo, mentre proseguivano i dissidi tra moglie e marito. Giorgio Giacomelli. |