ANGELO BORRI: TIFOSO E SINDACO



" Il Sindaco Buono " Angelo Borri, classe 1919, segretario della Democrazia Cristiana, Assessore al Comune di Busto Arsizio e successivamente Sindaco dal 1979 al 1985 è deceduto nell'agosto del 2001. Uomo umile, buono, sempre disponibile verso i bisognosi venne definito: "un uomo che non ha mai chiesto niente ed ha dato molto".

Sportivo autentico, tifoso per eccellenza della Pro Patria, soprannominato " IL BAFFO " è stato anche giornalista impegnato nel " Tigrotto " settimanale degli anni '50 che si occupava in primis della Pro Patria non trascurando altre discipline sportive. " IL BAFFO " Era uno dei capi di quei tifosi che alla domenica mattina avena sempre qualche cosa da fare; poi buttavano giù qualche boccone in fretta e furia, "disfacevano la barba",si buttavano addosso "il borghese" quello buono e poi via di corsa allo stadio. Mani ruvide e vigorose, aduse a piegare il ferro, tirare la lima e spaccare la ghisa, allorquando tifosi di parte avversa alzavano il tiro oltre misura, venivano riportati prontamente al loro alveo naturale a suon di cazzotti micidiali. Oltre 7000 erano di media gli spettatori e la gran parte nei "popolari", e allorquando il ritmo della gara calava e dalla parte nobile della tifoseria (tribune ) partivano sbuffi e disapprovazioni dall'altra parte saltava su imperioso IL BAFFO ed a suon di FOR-ZA PRO PATRIA - FOR-ZA PROPATRIA coinvolgeva l'intero settore in una bolgia indescrivibile di sussulti ed incitazioni, riuscendo il più delle volte a capovolgere le sorti della gara. A Busto pagarono il dazio senza sconti le pur blasonate Inter, Milan e Juventus.
Entrò per caso a far parte della famiglia del " TIGROTTO "; si diede da fare con successo ed il direttore Adamo Cocco gli riservò uno spazio "L'ANGOLO DI BAFFO". Tenne la rubrica con arguzia ed ironia prettamente bustocche sino al termine delle pubblicazioni (1954). Nel 1950 era prevista la visita a Busto dell'Inter ed un cronista milanese scrisse "verremo a Busto e vi insegneremo come si fa; noi abbiamo il Duomo, il Motta, i tram e fra poco la metropolitana...abbiamo uno squadrone pluridecorato".
Il Baffo ribattè "non saremo in diecimila...ma moltiplicheremo le nostre forze...i nostri polmoni sono più forti dei vostri, non abbiamo il Duomo ma abbiamo la Madonna dell'Aiuto, non avremo la Metropolitana ma a Busto in pochi vanno a piedi. Abbiamo una squadretta e per di più acciaccata, ma Davide mise a terra Golia. Apriremo il rubinetto della nostra grande passione e sarà come lo sprizzo di mille fiamme ossidriche; nessuno riuscirà ad imprigionarlo". L'Inter venne messa sotto seccamemente per 2 a 0.
Un tifoso gli chiese di chiarire la definizione di Tigrotto (riferito ai calciatori della Pro Patria) e rispose: "c'e ne sono di due tipi.. uno perchè veste la maglia bianco blu ed alla fine della stagione cambia società, l'altro il 'duro a morire' duellante sino all'ultimo respiro oppure dotato di gran forza di volontà sopperente a lacune tecniche". Già negli anni trenta la Pro Patria venne definita 'tipica squadra d'assalto, generosa ed ardentissima, sprezzante della statura degli antagonisti, prodiga delle proprie energie fino all'esaurimento'.
Venne con me al Teatro Sociale in occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni della Pro Patria. Raggiante, felice; l'abbraccio con Antoniotti, Turconi ed altri commovente. Qualche lacrima e tanta contentezza.
Un uomo vero, uno sportivo ma soprattutto un galantuomo.

Giorgio Giacomelli

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